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Niki Lauda “meglio aver il piede destro oppure un bel viso?”

4 Aprile 2022 Stampa articolo

Andreas Nikolaus Lauda nasce presso una ricca famiglia viennese, fin da subito ha una notevole passione per i motori, ma la famiglia non vede ciò di buon occhio. Niki è quindi costretto a muovere i primi passi in questo straordinario mondo completamente da solo. Grazie a un cospicuo prestito fornito dalla banca, riesce ad acquistare la sua prima monoposto e prende parte al campionato di Formula VEE, ovvero un campionato con auto a ruote scoperte monomarca, con costi molto bassi, e successivamente di Formula 3. La sua carriera a questo punto sembra non avere alcuno sbocco, di conseguenza richiede un secondo prestito alla banca con il quale riesce ad avere un posto nel team March in Formula 2.

Debutta quindi nella stagione del 1971 al volante della March 712M Ford, ma visti gli eccellenti piloti dell’epoca, nessuno dà peso alla stella nascente. La Formula 2 è una categoria incredibilmente competitiva dove vi sono piloti in cerca di fama e gloria e al contempo campioni della formula 1 che corrono fuori classifica; in media partecipano 40 elementi, anche solo qualificarsi era un’impresa, ma grazie alla innata bravura dell’austriaco riesce a mettersi in mostra, come ad esempio al Nürburgring dove riesce ad arrivare sesto e a collezionare i suoi primi punti in classifica.

A Rouen arriva addirittura al secondo posto e concludendo il campionato al decimo posto con 7 punti. Sempre nel 1971 fa il suo debutto in Formula 1, una svolta significativa ma non priva di momenti bui che lo costrinsero al ritiro. Nel 1972 le auto erano poco competitive e non colleziona nemmeno un punto a fine campionato; nel 1973 stipula con contratto con la BRM ma l’anno successivo ufficializza il passaggio in Ferrari.


Lauda fa l’andatura a Zandvoort nel corso del vittorioso Gran Premio d’Olanda 1974- Peters, Hans / Anefo / neg. stroken, 1945-1989, 2.24.01.05, item number 927-2751 – http://proxy.handle.net/10648/ac4e4c60-d0b4-102d-bcf8-003048976d84

L’ingaggio in Ferrari è favorito da Clay Ragazzoni, il quale nel 1974 corre per la Ferrari a fianco di Lauda, questo però esclude Arturo Merzario fatto che crea non poche polemiche, oltre al fatto che la monoposto della casa di Maranello si rivela piuttosto inadeguata, resa poi più veloce di quasi 1 secondo grazie al lavoro svolto in collaborazione con l’ingegner Forghieri, che gli fa avere un secondo posto al GP d’Argentina.

Il rapporto con il suo compagno di squadra era davvero straordinario, lo stesso Enzo Ferrari dichiara che i due piloti hanno stima reciproca, e che il giovane Lauda pur avendo solo 24 anni, dimostra una conoscenza tecnica davvero invidiabile.

Nella sua prima stagione in Ferrari, l’austriaco brilla perché costantemente più veloce di Ragazzoni, riesce addirittura a eguagliare il record di nove pole ottenuto da Peterson nella stagione precedente, essendo però ancora inesperto non riesce ad accaparrarsi il titolo mondiale.

Il 1975 rappresenta un anno di incredibile soddisfazione per Lauda, la nuova Ferrari 312 T si rivela essere un’eccellente monoposto, la quale unita all’abilità di Niki è davvero imbattibile. Nonostante un inizio un po’ claudicante, il mondiale non può che essere suo.

L’anno seguente, è un anno decisamente diverso: nonostante un inizio davvero promettente con la scesa in pista della Ferrari 312 T2, Lauda si rompe una costola mentre fa motocross, ma per non avere problemi a livello contrattuale, afferma che la rottura della costola è dovuta a un incidente domestico, fortunatamente alla guida non mostra alcun rallentamento. In questo stesso anno emerge anche la figura dell’amico, nonché rivale James Hunt.

 Tutto cambia il 1° agosto del 1976 al circuito del Nürburgring; il circuito è bagnato a causa della recente pioggia; quindi, Lauda e Hunt partono entrambi con le gomme da bagnato, sono costretti al rientro a causa dell’asfalto quasi completamente asciutto già dopo pochi giri. Per inseguire selvaggiamente il suo rivale, Niki spinge al limite l’auto la quale ancora con le gomme fredde non riesce ad avere sufficiente grip sull’asfalto, e alla curva Bergwerk, ancora bagnata dalla pioggia precedente, l’austriaco perde definitivamente controllo del mezzo, il quale sbatte contro il rail, facendo perdere il casco al pilota, e prende immediatamente fuoco.

Lauda è bloccato in mezzo alle fiamme, svariati piloti cercano di aiutarlo, miracoloso è l’intervento di Arturo Merzario, che riesce finalmente a liberare Lauda. Le conseguenze di questo spaventoso incidente saranno per sempre visibili sul volto di Lauda. Mentre quest’ultimo è lontano dalle corse, Hunt riesce a risalire la classifica, favorito anche dalla stessa squadra italiana che, per protesta nei confronti della vittoria assegnata all’inglese al GP di Spagna, decide di non partecipare al GP d’Austria.

Incredibilmente Lauda torna in pista dopo soli 42 giorni dall’incidente, in concomitanza con il Gp d’Italia, dove riesce davanti a un pubblico scalpitante ed incredulo ad aggiudicarsi una quarta posizione. Il duello con Hunt è più acceso che mai, all’ultima gara del calendario tenuta al circuito di Fuji, si corre sotto una pioggia torrenziale, Lauda al secondo giro, spinto dalla pericolosità rappresentata dall’incessante pioggia, rientra ai box e si ritira mossa che, tuttavia, concede per un punto solo il mondiale al rivale e incrina i rapporti con la Ferrari.


Lauda a bordo della Ferrari 312 B3-74 sul circuito di Brands Hatch durante la Race of Champions 1974 -Martin Lee – https://www.flickr.com/photos/kartingnord/25935375931/in/dateposted/

Nel 1977 i rapporti con la casa di Maranello si rompono definitivamente: quando Lauda al GP di Watkins Glen raggiunge i punti necessari per vincere il mondiale, decide di non correre i rimanenti gran premi. La Ferrari a questo punto ingaggia il leggendario Gilles Villenueve, il francese riesce ad accaparrarsi le ultime due gare del calendario per poi sostituire definitivamente Lauda nel 1978.

Nel 1978 Lauda si trasferisce alla Brabham, la quale propone il modello BT46; tuttavia, la Lotus 79 ad effetto suolo ha alcun rivale alla sua altezza, infatti Lauda ottiene solo 2 vittorie: in Svezia ed in Italia.

L’anno successivo la Brabham introduce un motore V12, al posto del vecchio boxer, per sfruttare al meglio l’effetto suolo della nuova BT48, la quale ha anche un’aerodinamica migliorata. La soluzione sembra funzionare e Niki riesce a tenere testa alle altre vetture, sfortunatamente l’auto aveva svariati problemi tecnici, inoltre i rapporti tra la Brabham e l’Alfa Romeo si logorano definitivamente quando quest’ultima schiera una sua scuderia in pista con relative auto; la Brabham è costretta a ripiegare sul vecchio motore Cosworth. L’austriaco è avvilito e verso la fine della stagione decide di ritirarsi definitivamente dalla F1.

Dopo il suo improvviso ritiro si dedica alla fondazione e sviluppo di una sua compagnia aerea, la Lauda Air, la quale verrà assorbita nel 2012 dalla Austrian Airlines Group. A grandissima sorpresa di tutti però, Lauda annuncia il suo ritorno in F1, ma non si esprime sulla scuderia scelta.

Così nel 1982 ritorna nel circus, alla guida della McLaren MP4/1B la quale ha il telaio in fibra di carbonio, che lo rende incredibilmente leggero e spinta dal classico propulsore 8 cilindri Cosworth. La stagione, tuttavia, vede protagoniste le nuove monoposto dotate di turbo come la Renault e la Ferrari, le quali oltre ad essere ovviamente più performanti in pista, sono anche più affidabili permettendo quindi un regolare completamento della corsa senza intoppi. Questo rende i modelli con aspirazione naturale obsolete, Lauda comunque riesce ad averne la meglio al GP di Gran Bretagna e al GP di Svizzera, concludendo il campionato in quinta posizione.

La stagione del 1983 parte alla grande per l’austriaco, dopo sole due gare è già in testa al campionato, ma la già citata obsolescenza del motore aspirato si fa sentire, Lauda quindi opta per l’introduzione del motore Porsche sovralimentato TTE PO1, il quale vanta una potenza massima di ben 1000 cavalli, questo straordinario propulsore permette alla casa inglese di aggiudicarsi tre mondiali piloti e due mondiali costruttori.

Il 1984 è l’anno della svolta, in McLaren si respira aria di novità: Alain Prost affianca Lauda sulla nuova McLaren MP4/2 motorizzata Porsche. A inizio stagione le vittorie non mancano, ma purtroppo anche gli intoppi, ma al ritorno in Europa le McLaren monopolizzano la classifica. Lauda riesce a ottenere il suo terzo, e ultimo, titolo mondiale solo per mezzo punto. Il 12 maggio 1984 partecipa a una esibizione per l’inaugurazione del nuovo Nürburgring, otto anni dopo al terribile incidente, alla guida di una Mercedes-Benz 190 E, con la quale chiude in seconda posizione, dietro ad Ayrton Senna.

Il 1985 è l’ultimo anno in cui Niki corre in F1, purtroppo svariati problemi tecnici tarparono le ali all’austriaco che dopo il GP d’Austria ufficializza il suo ritiro dalle competizioni.

Mattia Bonazzo



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