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Le grandi sfide tra l’uomo e la montagna

Le leggende dell’alpinismo. Sui monti abitano gli dei, ma gli eredi di Prometeo, tenaci, da sempre hanno cercato di arrivare fin lassù
2 Settembre 2021 Stampa articolo

Nella storia dell’alpinismo ci sono punti di luce e supernove.

Il libro si occupa dei punti di luce, cioè degli eventi cardine: la scalata del Monte Bianco (1786), quella del Cervino (1865), il K2 del Duca degli Abruzzi e quello di Desio, via via fino al free climbing e all’arrampicata sportiva di oggi. Questa è la rete sottesa, come un cielo stellato, su cui si accendono le supernove, i grandi che hanno marchiato con le loro prodezze un’epoca.

Parliamo dei grandissimi Whymper, Cassin, Bonatti, Messner, ma anche di altri meno noti, come Mummery, Preuss, Dülfer, Mallory, Comici, Castiglioni, Gervasutti, Vinatzer, Buhl fino ai moderni Alexander Huber e Adam Ondra, di cui il volume ripercorre le gesta. Si parla di prodezze e di storie umane. E ci sono anche le donne, nel racconto, a brillare in questo orizzonte tradizionalmente maschile (come è sempre stato il mondo della scalata), insieme a quegli uomini che con passione, sospinti da una forza misteriosa e irresistibile, hanno creato l’alpinismo.

Claudio Gregori (Trento, 1945) è stato dal 1986 inviato per la «Gazzetta dello Sport». Tra gli eventi sportivi che ha seguito nel corso della carriera: ventotto Giri d’Italia, tre Tour de France, dodici Olimpiadi, cinque Mondiali di calcio, dieci di nuoto, due di scherma e il Motomondiale.

Ha scritto diffusamente d’alpinismo, anche su «Il Tempo» e «Il Giornale».

Ha collaborato col Touring club italiano. Per oltre quarant’anni socio della Società alpinisti trentini. Ha ricevuto vari premi alla carriera ed è autore di numerosi libri.

Per Diarkos ha pubblicato Coppi contro Bartali (2020).

C.S.



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