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Intervista a Sara Iturriaga new entry del Granzette

12 Luglio 2019 Stampa articolo

calcio ROVIGO – C’è grande entusiasmo per la stagione che verrà in casa Granzette, dopo la riconferma di Staff e rosa e gli innesti di Emma Mantovani e Sara Iturriaga. Proprio la spagnola, proveniente dal Real Grisignano, si appresta a vestire per la prima volta i colori nero-arancio. Una prima sfida, già vinta, è quella dell’entusiasmo da cui l’iberica è stata contagiata fin dai primi giorni da nuova granzettiera, come confermano le sue prime parole ufficiali.

Sara, benvenuta! Raccontaci cosa ti ha convinto a scegliere Granzette e le tue prime sensazioni da nuova giocatrice nero-arancio. 
“Grazie per l’accoglienza! Penso che, in questa mia scelta, sia stato determinante l’aver seguito durante tutto l’anno la squadra da molto vicino ed avere avuto l’opportunità di conoscere le giocatrici e lo staff. Avendo avuto una prospettiva così diretta, ho potuto apprezzare come lavorano e l’ambiente che si respira all’interno della Squadra. Da che ci siamo incontrate per la prima chiacchierata ho scoperto una grande Società, oltre alla grande Squadra che avevo potuto vedere durante l’anno. Questo mi ha portato a pensare che sì, ok, quest’anno sono in A2, ma sono pronti per la Serie A. Penso che oltre a poter insegnare tanto a me possano essere d’esempio anche per il movimento italiano di calcio a 5”. 

Quali sono i tuoi obiettivi di Squadra e personali per la prossima Stagione?

“Credo che gli obiettivi di squadra siano molto chiari: migliorare i risultati dell’anno scorso. Per quanto riguarda me, voglio migliorare ancora: ogni stagione mi piace fare qualcosa di diverso che possa far progredire me, le mie compagne e la mia Squadra. Semplicemente, quando ci sarà da fare, faremo e sono motivata per fare una grande stagione”!

 C’è un messaggio che vuoi lanciare a tutti i tifosi del Granzette?
“Invito a tutti a continuare a venire a tifare per NOI! A crederci ed essere sempre una forza in più, il sesto uomo in campo, a creare un’ambiente che trasmetta energia positiva fuori e dentro. È solo cosi che potremo fare qualcosa di speciale. Li invito ad avere tanta voglia come me, ad ogni partita”!

In Italia quest’estate finalmente ci si è accorti che il calcio può essere anche femminile. In Spagna su questo siete avanti di molti anni rispetto a noi. Cosa ti senti di dire ad una bambina che vuole avvicinarsi a questo sport?

“Si, è vero, le differenze tra Spagna ed Italia sono importanti, però ho percepito come quest’estate si siano fatti grandi passi in avanti. Bisogna dividere il discorso su due piani differenti. Da un punto di vista “istituzionale” credo che ci sia bisogno di appoggio e impegno da parte dei governi a fare leggi per incrementare e riconoscere il valore educativo e professionale dello sport, sia per quanto riguarda i contratti di chi lo sport lo insegna, sia per quanto riguarda quelli di chi lo pratica, maschio o femmina che sia. Questa secondo me è la strada che devono intraprendere “gli adulti”. Ad una bambina, invece, direi semplicemente di divertirsi, di provare a scoprire uno sport che non è assolutamente solo per maschi, dove potrà contestualmente fare amicizia e lavorare sul proprio fisico e sulla propria mente all’interno di un contesto di squadra e di valori sani”.

 

C.S.



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